E. Stellabotte: “Come è Morto Mio Papà a Monza Durante la Pandemia… “

Come è morto mio papà a Monza durante la pandemia: con le piaghe sul viso e la Cpap fissata con giri di scotch al collo. Solo una telefonata di commiato: “È venuta a mancare completamente l’umanità, sotto le più svariate forme”. Il racconto di Elisabetta Stellabotte.
Elisabetta Stellabotte è la figlia di Antonio Stellabotte, che è morto a Monza durante la pandemia. Ha intentato un processo per capire cosa sia successo al padre.
“Mio padre è morto nel marzo 2021 all’ospedale di Monza”, racconta. “Cosa succede? Viene ricoverato in realtà per un rialzo febbrile di origine medica. Dopo due giorni di ricerche per capire dove fosse stato collocato nei reparti, riusciamo finalmente a sapere che è stato messo nel reparto di medicina. Vengo contattata prima da mio padre, che mi dice di stare tranquilla, che lui sta bene e che gli infermieri ci riferiranno tutto…

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Ex Vicepresidente Pfizer: “Mancano Prove dell’Esistenza del “Virus” Covid-19 o di Qualsiasi Altro… “

Vicepresidente di Pfizer, dott. Michael Yeadon: “non esiste nessun virus, piuttosto c’è stato un attacco pianificato per uccidere i civili”.
Il dott. Michael Yeadon, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di vicepresidente e capo scienziato per le allergie e le malattie respiratorie della Pfizer, si è unito a una schiera di altri scienziati nel sostenere che non ci sono prove sufficienti che il virus COVID-19 o qualsiasi altro virus esista realmente. E quindi, non c’è stata alcuna pandemia, ma piuttosto l’uccisione di molte persone con “un attacco mostruoso e pianificato da tempo contro civili indifesi tramite una pianificazione coordinata, letale e centralizzata”.
“Ammettiamolo. Le prove sono che i nostri governi ci odiano e ci vogliono morti”, ha scritto il dirigente in pensione in una dichiarazione estesa a LifeSiteNews

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Non Fate Finta di Niente e… Leggete!

di Stefano Moretti
Tanto per non dimenticare… Per chi invece ancora oggi non sa… forse è venuto il momento di sapere… la Verità!
Giovanni, 50 anni in perfetta salute, una sera tornando a casa si sente un po’ stanco. Si misura la febbre: 40. Prende una tachipirina e va a letto. La mattina misura di nuovo: sempre 40. Ma sta bene. Continua con la Tachipirina. Dopo 2 giorni stessa situazione, sta bene ma la febbre non scende. Seppur controvoglia, fa il tampone e risulta positivo.
Vista la febbre, dicono, meglio un ricovero. Arriva in ospedale con le sue gambe, continuando a stare bene. Saturimetria: dicono che c’è poco ossigeno, lo mettono in una stanza con altri tre con le maschere per l’ossigeno, gliene mettono una anche a lui. Lui dice che respira bene e non ha bisogno, i sanitari gli mettono una flebo, dicendogli che quello è il loro lavoro…

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Covid: Nessuna Verità sostanziale, perché Nessuno avrà Interesse a Portarla a galla…

Avv. Pier Luigi Fettolini
La “genialità” e la “diabolicità” del piano sta nell’aver creato una rete di complici “inconsapevolmente consapevoli”.
Più mi imbatto in documenti (come quelli che posto in calce al presente post) che confermano che ciò che è successo negli ospedali e nelle RSA, durante quell’operazione militare definita ingannevolmente “Pandemia Covid”, è una mattanza studiata a tavolino, da una mente (o più menti) diabolica e senza scrupoli, e più mi persuado che sarà molto difficile che possa emergere una verità sostanziale, perché nessuno avrà interesse a portarla a galla, e anzi rischierà di venirne travolto e considerato complice.
Diventare complici è un attimo: si può diventare complici per inerzia, per non essere intervenuti tempestivamente per impedire l’evento criminoso, avendo, s’intende, un obbligo giuridico in tal senso (a tacere di quello morale, ancora più “pervasivo”).
La “genialità” e la “diabolicità” del piano sta proprio in questo: nell’aver creato una rete di complici “inconsapevolmente consapevoli”, che non avendo parlato a tempo debito, non potranno parlare nemmeno dopo, se non a rischio di un’imputazione per concorso formale nel reato…

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