Quello che ci manca

di José Ortega y Gasset
L’uomo non può vivere pienamente se non ha qualcosa tanto capace di riempire il suo spirito fino al punto di desiderare di morire per essa.
Chi non scopre dentro di sé l’evidenza di un tale paradosso? Ciò che ci incita a morire ci eccita a vivere. Entrambi i risultati, in apparenza contradditori sono, in realtà, le due facce dello stesso stato di spirito.
Ci spinge irresistibilmente alla vita soltanto ciò che riempie interamente il nostro bacino interiore. Rinunciare ad esso sarebbe una morte maggiore che con esso trapassare. Per questa ragione io non ho mai sentito verso i martiri tanto ammirazione, quanto invidia. È più facile “morire pieno di fede” che senza di essa trascinarsi per la vita…

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Non ne hai ancora abbastanza?

di Paolo Marrone
Non ne hai ancora abbastanza? Cos’altro ancora deve accadere per farti comprendere che le assurdità a cui stai assistendo servono proprio a convincerti che l’unica soluzione è volgere la tua attenzione verso il tuo interno?
Non ti sei ancora stufato delle contraddizioni e del non senso di questo mondo? Più credi nella realtà di ció che vedi là fuori, più quel mondo ti sembrerà strano e ti farà paura. E più quel mondo si rivolgerà contro di te.
Come puoi pensare che un’illusione possa avere senso? Solo un folle potrebbe pensare di dare un senso ad un sogno. Stai tentando di afferrare una nuvola di fumo sperando di poterla mettere in tasca. Riesci a vedere l’assurdità della cosa?…

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Riconoscere il Male…

di Gabriele Sannino
Come si riconosce il Male in una società dove tutto sembra camuffato o peggio ancora capovolto?
Semplice, occorre sviluppare COSCIENZA, LUCE dentro di sé. Se non fai luce dentro di te… rimarrai al buio: solo così potrai distinguere il bene dal male e viceversa.
Il male è FURBO, ricordiamocelo, non è SAGGIO. Il male è anche intelligentemente STUPIDO, dato che la semplice logica, alla fine, lo distrugge sempre! Sappi che la chiarezza di pensiero viene sempre dall’anima, non dalla testa.
Molti confondono il male con il bene… per un semplice motivo: il male si presenta a noi – ovviamente – sempre con un bel vestito, non può dirci in faccia che è il male, altrimenti il gioco finirebbe subito…

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Il “Contagio psichico”: la Preghiera è l’arma che abbiamo a disposizione

Intervista di Paolo Vites a Diego Frigoli
In un momento dove la paura scatenata dal virus mette in crisi le nostre certezze, la preghiera è un aiuto “scientifico”.
Non solo difendersi dal contagio, non solo distanza sociale. In questa contingenza storica determinata dalla paura del coronavirus, l’uomo si trova davanti a una doppia battaglia: sopravvivere, fisicamente, ma anche salvaguardare, o meglio, riscoprire un contatto profondo con il proprio io.
Le persone hanno paura, sono sole, angosciate, si sentono prigioniere, non sanno quale futuro le aspetta. C’è un elemento che è stato riconosciuto, paradossalmente dalla scienza stessa, da tempo, come un “farmaco” utile, quanto un rimedio medico. È la preghiera. Ce lo dice il professor Diego Frigoli, psichiatra, psicoterapeuta, fondatore e promotore del pensiero ecobiopsicologico…

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Il Faro: la Guida

di SamhaEl
Noi, qui sulla Terra, siamo come dei navigatori in mare aperto. Spesso in balia delle onde.
Il Caso porta alla nostra vista una Potente Luce: il Faro, la nostra Salvezza! Ora abbiamo una direzione da seguire che può portarci fuori dal mare aperto e guidarci verso la “Terra”!
Le difficoltà però sembrano aumentare, perché più ci avviciniamo alla Luce del Faro e più notiamo onde alte e mare agitato. Il dubbio pervade allora la nostra mente e a volte ci domandiamo se tale Via sia corretta, dato che il mare agitato aumenta andando verso la Luce e se quindi sia meglio navigare in diversa direzione, dove le onde sembrano più quiete.
Se in direzione del Faro le acque sembrano più alte e maggiormente mosso il nostro “mare interiore”, ciò avviene semplicemente perché il Faro illumina meglio il mare dove noi navighiamo…

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Coltiva la tua “Sorgente Interiore”

Tutto ciò che ti circonda è il risultato della tua Vita interiore. Se la tua Vita interiore è scarna e poco curata, allora ciò che ti circonda sarà uguale.
Se poni più attenzione al fare e all‘apparire e ti dimentichi di essere, ciò che otterrai sarà una vita infelice e fatta di piccole soddisfazioni passeggere ed effimere.
Immagina la tua Vita interiore come una palude: acqua putrida e stagnante dove non vi cresce più nulla e che attira insetti fastidiosi come zanzare e mosche e anche sanguisughe e serpenti velenosi. Puoi metterti lì con il retino e provare a scacciare gli insetti o a ucciderli, ma ti richiederà uno sforzo immenso e, soprattutto, dopo qualche tempo, ne arriveranno altri.
Immagina, invece, se da questa palude iniziasse a sgorgare una sorgente di acqua pura e limpida, acqua che prende il posto di quella putrida e stagnante. Una volta nata, questa sorgente attirerà animali e insetti bellissimi: uccelli, cervi, farfalle e tanti altri…

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Diventerai ciò di cui ti “nutri”

Nutrire l'anima

di Andrea Panatta
Spiacente per gli amici vegetariani o vegani, ma il nutrimento di cui parlo qui, oggi, ha poco a che fare con ciò che mangiamo, per quanto io trovi che a un certo punto, anche le nostre abitudini alimentari cambieranno a seguito di un onesto lavoro su noi stessi.
Il nutrimento cui sarebbe importante prestare attenzione è quello sottile, vibrazionale, emotivo cui ci sottoponiamo in quei momenti in cui ci prendiamo del tempo per noi stessi e nei quali ci abbandoniamo a quelli che consideriamo momenti di rilassamento. Sono quelli i momenti di maggior permeabilità delle sfere inconsce e quelli, spesso, i momenti in cui ci mettiamo davanti a tv, cinema, film, libri e musica varia. E fin qui niente da eccepire…

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La solitudine ti fa ascoltare l’anima e spegnere le luci finte

Solitudine

«La solitudine ti fa ascoltare l’anima e spegnere le luci finte.»
Raffaele Morelli, La felicità è qui

«È necessaria una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sé e per ore non incontrare nessuno: questo bisogna saper ottenere. L’amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano» Rilke
“La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.”
Carl Gustav Jung

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